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TIPOLOGIA: Altro

Sintesi dei risultati della ricerca sui profili professionali operanti nel campo della comunicazione scientifica e tecnologica

di Aoife Taylor & Laura Bell

Abstract
Il progetto SciCo+ ha cercato di fare il punto sui ruoli dei professionisti che attualmente lavorano nei musei scientifici e nei centri scientifici di tutta Europa per formare una solida base per lo sviluppo di profili professionali avanzati. L’articolo esplorerà i risultati di questa indagine.

Il modo in cui la società si relaziona con la scienza sta cambiando: le interazioni fisiche e gli spazi si stanno spostando nella sfera digitale.[1] Istituzioni come i Musei della Scienza (MS) e i Science Centre (SC), che di solito raggiungono il pubblico con un coinvolgimento faccia a faccia, devono ora chiedersi come possono continuare a fornire esperienze di impatto alla luce di questa transizione.

Trasformare tali esperienze in un ambiente digitale è un processo complesso, che coinvolge una varietà di metodi, risorse e attori. Il progetto SCICO+ ha l’obiettivo di sostenere gli Science Centre e i Musei in questi sforzi sviluppando una serie di metodologie e tecniche che possano consentire la traduzione senza soluzione di continuità delle attività “in presenza” in attività “a distanza” (digitali). Questo è il modello e-SciCo, che può essere adattato dai professionisti SciCo per adattarsi ai diversi contesti comunicativi dei propri musei della scienza e science centre. Il progetto SCICO+ ha ideato tre nuovi profili professionali che descrivono le competenze, le qualifiche e i compiti necessari per l’attuazione dei diversi aspetti del modello, che saranno utilizzati anche come base per la progettazione di curricoli formativi post-laurea e corsi di specializzazione per gli operatori del settore (risorse di MS e SC, ricercatori universitari, docenti di discipline STEM).

Ma per sviluppare correttamente questi profili e gli interventi formativi citati, è fondamentale capire come essi si inseriscono nel panorama attuale, le esigenze che devono soddisfare all’interno dei quadri degli SC e dei MS e le competenze necessarie per soddisfare queste esigenze. Per costruire questa conoscenza, il team del Trinity College di Dublino ha studiato lo stato dell’arte delle professioni nelle organizzazioni del settore SciCo, attraverso un mix di ricerca desk e sul campo. Ne è derivato un report di ricerca dal titolo: “Analisi dei profili professionali operanti nel campo della comunicazione scientifica e tecnologica. In questo articolo, forniremo una breve panoramica dei risultati di questo rapporto e dei suoi effetti nelle successive fasi del progetto SCICO+.

Indagare il panorama attuale

Negli ultimi anni, la Commissione europea ha attribuito un’importanza significativa alla comprensione dello stato attuale della comunicazione scientifica e del suo ruolo di mediazione il rapporto tra scienza e società. Tra il 2018 e il 2020, il bando di finanziamento “SwafS-19: fare il punto e riesaminare il ruolo della comunicazione scientifica” ha distribuito quasi 10 milioni di euro di finanziamenti a otto progetti di ricerca. Questo invito ha evidenziato in particolare la necessità di una risposta ai cambiamenti indotti dalla digitalizzazione e ha identificato i musei e i centri scientifici come territori chiave per la ricerca e l’innovazione.[2]

Tre progetti rilevanti SwafS-19 sono stati esplorati durante la ricerca svolta da SCI-CO+ sui profili professionali: RETHINK, QUEST e ParCos. Ognuno di questi tre progetti  ha fatto il punto su diversi aspetti del campo e l’importanza data nelle diverse realtà indagate di raggiungere molteplici pubblici e target di interesse, nonché il grado di efficacia nell’impiego di attività digitali – siano esse utilizzate in contesti virtuali che fisici – e di approcci innovativi basati sull’uso delle TIC, per raggiungere e coinvolgere i diversi gruppi target.[3] Inoltre, guardando all’attuale maturità digitale dei musei in genere, l’iniziativa – ONE-BY-ONE – guidata da Regno Unito e Stati Uniti, è un’ulteriore progetto internazionale multi-partner attualmente in corso, dedicato a migliorare l’alfabetizzazione digitale a tutti i livelli nel settore museale. I progetti citati dimostrano il lavoro già svolto o in corso di svolgimento in questo settore per comprendere l’effetto della digitalizzazione sulla comunicazione scientifica come campo e forniscono una base per la creazione di profili professionali pertinenti e di impatto utili alla transizione digitale del settore.

A questo ambito “on desk” della ricerca svolta dal Trinity è stato aggiunto, come detto prima, una ricerca “on field” finalizzata alla conoscenza delle competenze e pratiche proprie delle organizzazioni che compongono il Consorzio SCI-CO+, nonché la gamma di professionisti al loro interno. Per questa seconda fase della ricerca a ciascun partner di SCI-CO+ è stato chiesto di compilare specifici questionari per raccogliere un ampio insieme di informazioni sui ruoli presenti nelle proprie organizzazioni impegnati in attività di comunicazione scientifica. Il questionario ha posto un mix di domande aperte e chiuse, dalle informazioni quantitative sul ruolo alle riflessioni su come questo ruolo potrebbe cambiare in futuro. Una panoramica completa dei risultati è disponibile nella relazione finale. Qui vogliamo condividere gli importanti spunti che sono emersi.

Risultati e conseguenze

I risultati complessivi dell’indagine svolta sull’attuale panorama dei ruoli digitali all’interno della comunicazione scientifica e dei fabbisogni professionali per la transizione digitale del settore hanno permesso di fornire alcune importanti conoscenze per il lavoro che dovrà svolgere SCI-CO+, in particolare quello relativo allo sviluppo di nuove figure con specializzazioni digitali avanzate.

Una delle principali questioni indagate è stata se i profili previsti da SCI-CO+ debbano occupare ruoli specifici per la realizzazione di iniziative si SciCo avanzate o piuttosto queste competenze aggiuntive a quei ruoli già esistenti nell’organizzazione e che si sovrappongono in compiti e competenze. L’iniziativa One-by-One ha evidenziato che, in generale, i musei più grandi hanno le risorse per dedicare ruoli digitali a tempo pieno, ma i musei più piccoli spesso non hanno la capacità per farlo e vedono il lavoro e la formazione nella sfera digitale come un compito aggiuntivo rispetto ai ruoli già definiti.[4] Inoltre, dalla ricerca on-field è emerso che i profili con un focus sui compiti manageriali sono fortemente presenti nelle istituzioni specificamente coinvolte nella comunicazione scientifica, con la maggior parte delle figure che svolgono questo ruolo a tempo pieno. È emersa, inoltre, una forte domanda di “insegnanti” e “educatori” in tutte le organizzazioni indagate, che hanno altresì evidenziato l’importanza della “narrazione”, della “creazione di contenuti” e delle “competenze tecniche”, sebbene i ruoli che coinvolgono queste ultime competenze tendano ad essere identificate con figure part-time o consulenziali. Ancora, alle metodologie e alle tecniche del Modello e-SciCo viene attribuita una significativa efficacia come mezzo per “integrare e migliorare le competenze” dei professionisti esistenti nelle organizzazioni.

Comunicazione della scienza – Suddivisione delle parole chiave ricorrenti nei titoli dei ruoli esaminati. Fonte: Trinity College di Dublino

Un altro risultato dalla ricerca è che l’impegno e le modalità di fruizione nei musei sta cambiando. In un questionario è stato evidenziato che, dopo la pandemia da Covid-19, diversi visitatori hanno evidenziato la tendenza a preferire una esplorazione autonoma negli science centre e nei musei e non supportata dalla presenza di mediatori. Come è facile immaginare, molteplici attività in MS e SC sono state spostate on-line durante il periodo della pandemia e molte organizzazioni oggi si aspettano che questo rimanga la norma, soprattutto perché questo consente, altresì, di raggiungere virtualmente un pubblico e altri target di interesse in modo più semplice e diversificato. Tuttavia, il progetto QUEST ha messo in evidenza che l’uso eccessivo della digitalizzazione ischi di portare le mostre scientifiche a essere più luoghi di “intrattenimento” che luoghi di “istruzione”.[5] Pertanto, è essenziale che SC e MS abbiano certamente i mezzi per condurre con successo attività online nella sfera digitale, utilizzando anche spazi espositivi virtuali ma questa transizione deve essere gestita con cura per proteggere l’integrità dell’esperienza educativa, che rappresenta la mission primaria di ogni museo della scienza e, maggiormente, di ogni science centre.

Comunicazione della scienza – Principali tipi di ruoli richiesti. Fonte: Trinity College di Dublino

Con le organizzazioni intervistate che manifestano la convinzione che una transizione digitale sia inevitabile, una maggiore alfabetizzazione digitale e opportunità di sviluppo professionale a livello individuale e istituzionale sono più cruciali che mai. Così come le risorse formative debbano essere contestualmente adattabili man mano che i profili professionali del settore continuano ad evolversi.[6]

Qual è il prossimo passo?

Utilizzando i risultati di questa indagine, il progetto SCICO+ perfezionerà alcuni degli aspetti di sviluppo dei profili professionali specialistici e i relativi percorsi formativi, per garantire che essi rispondano accuratamente al panorama della comunicazione scientifica dei centri scientifici e dei musei scientifici evidenziato dalla ricerca. Con molte organizzazioni che stanno già iniziando la traduzione dalle attività della vita reale al digitale, la definizione di profili professionali consentirà a tali istituzioni di valutare la loro attuale capacità di realizzare con successo queste traduzioni e le aree in cui il modello eSciCo può diventare essenziale.

[1] Kupper, F., Moreno-Castro, C. e Fornetti, A. (2021). “Ripensare la comunicazione scientifica in un panorama che cambia”. JCOM 20 (03). https://doi.org/10.22323/2.20030501.

[2] Roche, J., Arias, R., Bell, L., Boscolo, M., Fornetti, A., Knutas, A., Kupper, F.,

Magalhães, J., Mannino, I., Mendoza, I., Moreno-Castro, C., Murphy, K., Pridmore, J., Smyth, F., Tola, E., Tulin, M., Weitkamp, E., & Wolff, A. (2021). Fare il punto e riesaminare il ruolo della comunicazione della scienza. Frontiere nelle scienze ambientali, 9.

https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fenvs.2021.734081

[3] RICERCA. (2019). Relazione di sintesi: La comunicazione scientifica europea oggi. Disponibile all’indirizzo: https://questproject.eu/download/deliverable-1-1-summary-report-european-sciencecommunication-today/?wpdmdl=1610&refresh=641b332654e2d1679504166

[4] Parry, R., Eikhof, D. R., Barnes, S.-A., & Kispeter, E. (2018). Mappatura dell’ecosistema delle competenze digitali del museo – Rapporto di fase uno [Report]. Università di Leicester. https://doi.org/10.29311/2018.01′

[5] RICERCA. (2019). Relazione di sintesi: La comunicazione scientifica europea oggi. Disponibile all’indirizzo: https://questproject.eu/download/deliverable-1-1-summary-report-european-sciencecommunication-oggi/?wpdmdl=1610&refresh=641b332654e2d1679504166

[6] Malde, S., Kennedy, A., & Parry, R. (2019). Comprendere le competenze digitali e le alfabetizzazioni delle persone dei musei del Regno Unito – Rapporto sulla fase due [Report]. Università di Leicester. https://doi.org/10.29311/2018.02′

1 | 2023 ottobre-dicembre




Editoriale
Benvenuti di Riccardo Villari
Articoli di apertura
Maker e scienziati di Alfonso Molina e Mirta Michilli
Green in the Lab di Anna Gunnarsson
Speciale
Città della Scienza di Luigi Amodio e Alessandra Drioli
Articoli di chiusura
La comunicazione della scienza nell’era digitale di Dario De Notaris e Rosanna Marino
Rubriche
Uno sguardo d’insieme di Giuseppe D'Angelo